martedì 31 gennaio 2012

LA STORIA DELL'INDIA NEGLI OCCHI DEGLI INDIANI

NEI NOSTRI OCCHI C'E' LA STORIA INTERA DELLA NOSTRA VITA.

La vera India la possiamo trovare nei loro sguardi, perle nere, profondi come gli abissi marini, intensi e pieni di amore. Gli occhi dei bambini indiani ci rivelano la forza di questo popolo, distanti dalla nostra cultura occidentale orientata alla soddisfazione dei bisogni secondari se non dell'effimero estremo... Loro, i bambini dei villaggi, comunicano con lo sguardo una gioia interiore che prescinde dai giochi disponibili, degli abiti lussuosi, dalle macchinine e dai videogiochi. Non occorre molto per ottenere un loro sorriso: se sorridi loro, loro ti sorrideranno!!!
Sono curiosi, attenti, garbati e molto dolci. I bambini dei villaggi non hanno subito la trasformazione determinata dalla globalizzazione che ha raggiunto anche l'India, le citta piu  grandi, i siti turistici, loro crescono ancora in mezzo alle piantaggioni di the, caffe, pepe e banani; si svegliano al sorgere del sole e vivono con semplicità la loro giornata senza tristezza, ne noia, non chiedono .... fanno festa con un ghiacciolo.
Nei loro occhi intravediamo la saggezza, la spontaneità, la generosità che costituisce il DNA di questo popolo.

Dal Discorso tenuto da Gandhi alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947, alcunu passaggi significativi:  Delhi, Bombay, Madras, Calcutta, Lahore – queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l’influenza dell’Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. ....se volete vedere il meglio dell’India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un’umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là, non ospitano neanche qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone.
Ci dicono che la saggezza è arrivata dall’Occidente verso l’Oriente. E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito dal Buddha. Lui apparteneva all’Oriente, apparteneva all’India. Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall’Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto.
Non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell’India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell’Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell’Occidente.

Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”. L’Occidente di oggi desidera la saggezza. L’Occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo dell’Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi.

M. K. Gandhi

2 commenti:

  1. che meraviglia ste! mi fai venire voglia di andare in India...

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  2. Bellissimo post, molto belle le parole di Gandhi.

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